La spiaggia è il luogo della leggerezza e del disimpegno, Baywatch si propone di far sua quella leggerezza e trasformarla in un candore dello sguardo, senza ulteriori piani di lettura, una fotografia diretta e senza sovrastrutture.

Baywatch è un lavoro, in collaborazione con Federico Cianciaruso, che va in sottrazione dal principio, dalla scelta di scattare in pellicola invece che in digitale, non c’è rigore formale, non c’è la ricerca di un’estetica, l’estetica è dettata dalla spiaggia e dal suo potere di mettere a nudo, in tutti i sensi, i suoi frequentatori.
Al nostro occhio era affidato il compito di guardare divertiti, d’altronde è estate anche per noi e abbiamo deciso che era il momento di lasciarsi andare ed essere più frivoli, lavorando allo stesso modo anche con lo sguardo.
In questa posizione di ascolto il litorale romano si è rivelato particolarmente stimolante, l’unica cosa da fare era smetterla di farsi influenzare dagli scatti di Luigi Ghirri (solo per un poco!) e pensare a cosa avrebbe fatto Martin Parr in quella situazione.
Ci abbiamo provato e questo è il risultato:

“La totale inerzia fisica e mentale sono altamente piacevoli, molto più di quanto ci permettiamo di immaginare. Una spiaggia non solo permette tale inerzia ma la rafforza, eliminando così nettamente tutti i sensi di colpa. È attualmente il solo posto nella nostra società iperattiva che lo consenta”

John Kenneth Galbraith

 

Baywatch

 

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